Fecondazione Assistita

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Quanto tempo ci vuole dalla prima visita per iniziare il trattamento di stimolazione ovarica? E dopo quanto tempo posso fare un transfer?

La gestione delle tempistiche è molto importante durante un trattamento di procreazione assistita. Questo tema è importante soprattutto per la relazione che intercorre tra l’età femminile e le probabilità di ottenere un bambino. Dal giorno della prima visita, nel quale si effettua l’anamnesi e la scelta della strategia terapeutica, la coppia deve effettuare una serie di accertamenti propedeutici all’inizio del trattamento. Il tempo che intercorre tra questa fa e l’ottenimento dei risultati è soggettivo, e mediamente si attesta intorno ai 30 giorni. Una volta valutati gli esami prescritti, il ginecologo responsabile del trattamento può procedere con la prima fase del trattamento. Nel caso di trattamento di fecondazione in vitro, la prima fase è rappresentata dalla stimolazione ormonale della crescita dei follicoli ovarici. La durata dipende dalla strategia terapeutica prescritta dallo specialista per ciascun caso specifico. In media questa fase dura dagli 11 ai 15 giorni, al termine della quale si procede con il prelievo ovocitario e la fecondazione in vitro. 

Il transfer può essere effettuato alla fine della coltura embrionale, quindi pochi giorni dopo il prelievo ovocitario, ed in questo caso si definisce transfer a fresco. Per ragioni mediche potrebbe essere necessario crioconservare tutti gli embrioni ottenuti e posticipare il transfer. In questo caso il medico specialista responsabile del trattamento valuta attentamente le tempistiche ideali per poter proceder con il transfer da embrioni scongelati, partendo dal primo ciclo mestruale per sincronizzare l’endometrio, attraverso diversi monitoraggi ecografici, fino ad individuare la corretta finestra di impianto

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